Kas -
Kekova - Olympos July 8
Ci svegliamo e dopo aver rimesso le nostre cose a forza nello
zaino ed aver mangiato i nostri pomodori, ce ne andiamo verso
Olympos, una spiaggia che si trova piu' a sud sulla costa, verso
Antalya, da dove poi prenderemo l'aereo per andare a Istanbul e
poi in Svizzera.
Anche oggi ce il sole e anche oggi l'aria e' fresca. Fa caldo ma
si sta bene.
Prima di arrivare ci facciamo tentare nel visitare un paesino
che tanti ci hanno consigliato. Kekova. Dopo 12 km di strada
tutta curve, arriviamo sul mare. Ad accoglierci ci sono una
manciata di case distrutte e poverissime, ma abitate, tutte con
un terrazzino con dei vasi di fiori, due gatti che dormono e una
tettoia di legno azzurro, un tavolino di legno con 2 sedioline.
Proseguendo ci ritroviamo un gruppo di sgnori che ci indicano il
parcheggio vicino al porticciolo e intravediamo una decina di
Pullman. Wow, cosa ci fa tutta questa gente qui?
Uno di questi signori ci segue e ci fa parcheggiare. Un po'
scocciati dal fatto che ci seguisse, sicuramente per chiederci
soldi del parcheggio, scendiamo e tiriamo dritto. Ma lui ci
segue. Vuole venderci un tour con la sua barca per 2 ore a 70
Lire, che corrispondono a 45 euro.
Dobbiamo ancora capire dove siamo e gli diciamo di no, grazie.
Vediamo che continuano ad arrivare pullman pieni di gente che
vengono indirizzati verso barconi.
Ci guardiamo intorno e vediamo che il paesino e' fatto di 4 case
e 1 ristorante, e il porticciolo e' pieno di barchette di
pescatori e due o tre barconi piu' grandi. Da una barca grande
scendono una ventina di persone che si dirigono verso il
ristorante gia' pieno e altre 20 persone salgono al loro posto
sulla barcaper il loro turno, ch li portera' a visitare la costa
in un'oretta e poi tutti a mangiare.
Nel frattempo ci affianca un'altro signore che ci offre il tour
per 50 lire.
Perche' no. Non abbiamo ancora fatto nessun giro in barca e
decidiamo di approfittare del bel sole dell'aria fresca e del
tempo che abbiamo a disposizione. nessuno ci aspetta.
Saliamo su questa barchetta decente, con cuscini e tappeti per
farci sedere comodi a prua.
Iniziamo il nostro giro lungo le rocce e il capitano ci indica i
resti della marina, ormai sott'acqua, delle case bizantine,
delle scale che salgono lungo la collina che una volta
ospitavano dei villaggi. Ci sono colonne e muri immersi
nell'acqua cristallina. La zona e' anche caratterizzata da
alcuni sarcofaghi sparsi tra le colline, di queste isolette
disabitate. uno e' anche immerso nell'acqua. Il capitano decide
di fermarsi in una baietta dove ci sono altre 10 barche.
Giustament si mette per ultimo, vicino alle roccie, cosi da non
dover fare il abgno con altre 100 persone. Siamo quindiun po'
isolati, in questo angolo di mare verde trasparente e
freschissimo. Ci tuffiamo e godiamo di questo splendore.
Ce ne stiamo una buona mezzora in acqua e poi rilasiamo e il
capitanonel frattempo di ha preparato del The turco. Ci beviamo
tutti e 3 il the, chiacchierando del lavoro, degli italiani che
mangiano i ricci degli scogli e del caldo. Ci dice che Kekova e'
divisa in 2 villaggetti, per un totale di 500 persone. Lui e'
nato li e li continua a vivere.
Ci rituffiamo e poi ci rimettiamo a navigare verso il paesino.
le 2 ore sono volate ma sono state piacevolissime.
Arriviamo ad Olympos verso le 4 con una fame immensa. Entrando
nel paesino ci sembra di essere in un posto abitato da hippy
tedeschi. Sono tutti campeggi con bungalow e casette di legno
costruite sugli alberi e tutti si trovano lungo l'unica strada
di questo paesino. Quasi tutti i campeggi hanno un ristorantino.
Arriviamo al nostro posto, uguale a tutti gli altri ma piu'
economico. Ci accoglie un ragazzo astruliano sulla 40ina che si
presenta come il manager del posto e ci introduce ad altri
ragazzi seduti al bar.
Molliamo tutto nel nostro bungalow e ce ne andiamo verso la
spiaggia. famosa per il fatto che prima della spiaggia ci sono
resti bizantino/romani e che il fiume si unisce al mare,
dividendo la spiaggia. Dalle foto sembrava meraviglioso e una
volta li ci sembra bello e basta. Lungo la strada ci mangiamo un
Gozleme, cosi per riempire lo stomaco.
Facciamo un bagno gelido, proprio dove il fiume si unisce al
mare. Ce molta gente ma ci facciamo spazio con il notro pareo.
Torniamo verso l'ostello e quando entriamo ci sono i due ragazzi
americani che abbiamo conosciuto a goreme, in Cappadocia.
Ci salutano e ci sediamo al tavolo con loro, bevendoci delle
birre e raccontandoci dei giorni nel mezzo. Nel frattempo arriva
un'altra ragazza che sta viaggiando sola. Mike il manager ci
presenta e la fa sedere al tavolo con noi. Il lavoro di questo
ragazzo e' ottimo. Si ricorda i nomi di tutti i clienti del
campeggio e li introduce uno all'altro.
Passiamo le ore a chiaccherare tutti insieme e poi mangiamo
cena, inclusa nel prezzo. Decidiamo di andare tutti insieme con
la nostra macchina a vedere un posto in montagna dove ci sono
delle fiamme che escono dalle roccie, per causa della
fuorisciuta di un gas.
Finita cena ci infiliamo in macchina e andiamo in questo posto
vicino ad Olympos.
I ragazzi ci offrono l'entrata e grazie alla torcia di uno di
loro, riusciamo a farci strada su questo sentiero che porta su
in cima a questa montagna. E' notte fonda e cisono un po' di
turisti ancora a quest'ora che scendono e pochi che salgono.
Dopo un'avventura solo per salire, ci avviciniamo a queste
fiamme, a questi falo naturali tra le roccie. unodei due ragazzi
americani e' geologo. Lui ci spiega che non ci sono cose che in
natura attivano le fiamme da sole. Magari ci sono alcuni gas che
a contatto con l'ossigeno diventano fuoco ma ci vogliono
percentuali di ossigeno e gas diverse da quelle che si possono
trovare qui. Decidiamo quindi di spegnere una fiammella e vedere
se si riaccende da sola. Non succede niente. Mentre facciamo
questi esperimenti alzo gli occhi al cielo stellatissimo. Cadono
3 stelle in pochi minuti. e anche se fossero satelliti o no, io
i desideri li ho espressi.
Parliamo e ridiamo un po e poi ricominciamo la discesa al buio,
con solo la lucina di Josh ad illuminare qualche passo. Torniamo
in Hotel e ci beviamo del vino tutti insieme. Che relax.
Andiamo a dormire tardi, ma chi se ne frega. Ci sono postidove
devi avere energie per visitare e girare intorno. Qui ce solo da
rilassarsi.
Olympos Luglio 9
Ci svegliamo e andiamo a fare colazione. Non ce ancora nessuno
dei ragazzi della sera prima, magari sono gia al mare o magari
stanno gia dormendo.
Dopo un po li vediamo arrivare con la faccia piena di sonno. Ci
finiamo la colazione con loro, ma essendo gia le 12, decidiamo
di stare in campeggio a chiaccherare ancora un po per poi andare
in spiaggia ad orari piu' freschi. Iniziamo cosi a bere del vino
bianco buonissimo e a parlare con tutti quelli che Mike ci
metteva al tavolo, per ore.
Sono le 5 e tutti e quattro ce ne andiamo al mare. Per passare
il tempo Josh uno dei due, inizia a tuffarsi da uno scoglio
davanti alla spiaggia, e da inizio a una gara di tutti i maschi
orgogliosi, franco compreso. Si fa tardi e molti cominciano ad
andare via.
Torniamo al campeggio e dopo esserci lavati e aver mangiato
ricominciamo a bere del buon vino e a chiccherare di tutto.
E' mattina e ce ne andiamo a dormire. Domani abbiamo il volo da
Antalya alle 13 e dobbiamo partire da qui alle 9:30.
Olympos Antalya Luglio 10
Ci svegliamo presto per fare lo zaino e andiamo a fare
colazione. I due americani avevano detto che si sarebbero
svegliati per salutarci ma non si vedono, cosi pensiamo di
partire prima. Verso le 9 li vediamo arrivare assonnati e
sedersi al tavolo con noi per fare colazione. Che carini.
Parliamo ancora un po e poi ci salutiamo. Abbiamo incontrato un
bel po di bella gente durante questo viaggio.
Ci incamminiamo verso Antalya, questa volta senza stop lungo la
costa. Attraversiamo la citta' ed arriviamo all'aeroporto.
Lasciamo la macchina e ci mettiamo sul volo per Istanbul.
Arriviamo a questo aeroporto secondario di Istanbul e ci
mettiamo ad aspettare 13 ore per prendere il volo alle 3 del
mattino che ci portera' a Basel in Svizzera.
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